
Una tuta da stuntman, il casco integrale dotato di microfono interno, la chitarra, il bottleneck, qualche brandello di batteria e una passione sfrenata per le tette: questi sono i segni distintivi di Bob Log III, la più delirante e folle one-man band attualmente in circolazione!
Cosa c’entrano le tette? A suo dire sono il più straordinario strumento a percussione su cui gli sia capitato di mettere le mani: “Titt clapping”, così definisce la curiosa “tecnica” da lui sperimentata a partire dall’album “Trike” del 1999. Guarda il video di “Clap your tits” o ascoltati il disco e capirai.
Vuole la leggenda che, ancora fanciullo, Bob abbia perso una mano a causa di un incidente in barca e che, in sostituzione, gli sia stata impiantata una zampa di scimmia: a suo dire la cosa non è poi tanto male, a patto che l’altra si abitui a reggerne i ritmi indiavolati. Sarà vero? I dubbi sono tanti e legittimi, ma a testimonianza dei suoi progressi in tal senso abbiamo a disposizione una manciata di album, di cui tre realizzati per la gloriosa Fat Possum Records, di blues in puro delta style, tanto ispido e selvaggio da sconfinare nel punk: la sua personale interpretazione degli insegnamenti di Mississippi Fred McDowell.
Si è a lungo favoleggiato sulla reale identità di Bob Log III, e la questione permane controversa… si vociferò persino che sotto al casco potesse celarsi Tom Waits in persona, per via di qualche dichiarazione in cui proprio quest’ultimo affermava di essere assolutamente affascinato dallo stile del misterioso bluesman di Tucson e dal fatto che non ci fosse verso di capire una sola parola di quello che cantava.
Bob, dal canto suo, sostiene che le uniche ragioni per cui si ostina a tener stretto il suo carapace non hanno nulla a che vedere con un senso di vergogna per l’aspetto fisico o il contenuto dei testi, dei quali è anzi particolarmente orgoglioso: semplicemente, essendo nativo dell’Arizona, dopo 15 minuti all’interno del casco riesce a sentirsi a casa in qualunque angolo del pianeta si trovi. Inoltre, se gli capitasse di rotolare giù dal palco, non sarebbe costretto a smettere di cantare per andare a recuperare il microfono.
La sua ultima prova ufficiale, “Log Bomb”, risale al 2003, ma il nostro prosegue una frenetica attività portando i suoi blues allucinati sui palchi di mezzo mondo con estenuanti performance live in cui, aggrappato alla chitarra come ne andasse della propria vita e senza mai perdere un colpo, è solito invitare qualche compiacente spettatrice ad accomodarsi sulle sue ginocchia mentre imperterrito continua a scalciare cassa e rullante coi piedi. Certo, essendo la mole delle fanciulle una variabile in grado di condizionare pesantemente sia la serata che le restanti tappe del tour, Bob Log III si affida ad una preparazione psico-fisica rigorosa e non manca di rassicurare sul fatto che le fans non corrono “rischi diversi”: se zampa e mano sono impegnate a suonare, altri danni non ne possono fare.
Quello che accade in studio di registrazione, invece, sarebbe tutto da verificare.
qui lo scrive e qui lo nega: baxx alle ore 17:04 | Permalink |
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