si è tanto parlato del TAV e delle proteste degli indigeni valsusani... sinceramente non è che ne sappia molto, ma quel che mi dico è che se loro la linea non la vogliono non vedo perché debba essere costruita ad ogni costo.
ora quei giorni sono lontani: della Val Susa ci si ricorda giusto per gli stambecchi e la fonduta... eppure il problema mica è risolto. qualche settimana fa, a Settimo Torinese, ho conosciuto alcune persone che vivono proprio lì e, stando alle loro parole, le cose sono esattamente come prima: i ruspisti scaldano i motori in attesa che gli ultimi insorti se ne vadano fuori dalle balle e per rompere la monotonia dell’attesa ogni tanto ci si molla qualche legnata. l'unica differenza è che ora i media li hanno abbandonati tutti lì a cuocer nella loro polenta.
a questo punto nella mia mente si è affacciato il ricordo di Arthur Dent e le sue disavventure con tangenziali e Vogon la cui cronaca fedele ci è stata trasmessa da Douglas Adams nella sua "Guida galattica per gli autostoppisti", e mi si consenta di citarne un breve estratto a dimostrazione di quanto sagace sia stata la mia intuizione:
Le tangenziali sono soluzioni che permettono a certuni di sfrecciare molto rapidamente dal punto B al punto A. La gente che abita nel punto C, a metà strada fra A e B, spesso si chiede cosa ci sia di così importante nel punto A da indurre tanta gente a correrci spostandosi da B, e cosa ci sia di così importante nel punto B da indurre tanta gente a correrci spostandosi da A. Così, la gente del punto C finisce per augurarsi che tutti quei corridori si decidano una buona volta a scegliere una dannata dimora definitiva.
come si dice, Vogon e buoi dei paesi tuoi. e, visto che i nostri quantomeno non declamano versi, possiamo ancora ritenerci fortunati.
ora quei giorni sono lontani: della Val Susa ci si ricorda giusto per gli stambecchi e la fonduta... eppure il problema mica è risolto. qualche settimana fa, a Settimo Torinese, ho conosciuto alcune persone che vivono proprio lì e, stando alle loro parole, le cose sono esattamente come prima: i ruspisti scaldano i motori in attesa che gli ultimi insorti se ne vadano fuori dalle balle e per rompere la monotonia dell’attesa ogni tanto ci si molla qualche legnata. l'unica differenza è che ora i media li hanno abbandonati tutti lì a cuocer nella loro polenta.
a questo punto nella mia mente si è affacciato il ricordo di Arthur Dent e le sue disavventure con tangenziali e Vogon la cui cronaca fedele ci è stata trasmessa da Douglas Adams nella sua "Guida galattica per gli autostoppisti", e mi si consenta di citarne un breve estratto a dimostrazione di quanto sagace sia stata la mia intuizione:
Le tangenziali sono soluzioni che permettono a certuni di sfrecciare molto rapidamente dal punto B al punto A. La gente che abita nel punto C, a metà strada fra A e B, spesso si chiede cosa ci sia di così importante nel punto A da indurre tanta gente a correrci spostandosi da B, e cosa ci sia di così importante nel punto B da indurre tanta gente a correrci spostandosi da A. Così, la gente del punto C finisce per augurarsi che tutti quei corridori si decidano una buona volta a scegliere una dannata dimora definitiva.
come si dice, Vogon e buoi dei paesi tuoi. e, visto che i nostri quantomeno non declamano versi, possiamo ancora ritenerci fortunati.
qui lo scrive e qui lo nega: baxx alle ore 12:20 | Permalink |
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