la ricetta che andiamo ad esaminare oggi è uno dei grandi classici della cucina moderna: l'uovo in padella.
dunque, tu prendi un uovo, rompilo evitando di impiastricciare l'impiastricciabile, vuotane il contenuto all'interno di una padella [che avrai preventivamente messo a scaldare] e getta il guscio. tienilo d'occhio, ora [l'uovo, non il guscio]: quando pensi che forse potrebbe esser pronto, probabilmente lo è.
questa è la base, ma esistono innumerevoli interpretazioni pronte ad arricchirla di gustosissime varianti, troppe per essere elencate... citarei quindi solo le tre grandi scuole di pensiero, equamente ripartite tra chi le frigge al naturale, chi con l'olio, chi nel burro. personalmente sono restio all'uso di quest'ultimo, quantomeno in linea di principio, ma la variabile costituita dal grado di appetito mi consente di impipparmene volentieri di dettagli del genere.
vorrei spezzare una forchetta in favore dell'idea, a mio modesto avviso particolarmente interessante, che suggerisce di friggere l'uovo dalle due parti. riconosco che tale pratica è moralmente discutibile e più di un cuoco sarebbe pronto a gridare all'eresia, però offre degli indiscutibili vantaggi: tanto per cominciare, la soletta così ottenuta è facilmente inseribile in un panino e consente di evitare fastidiosi impiastricciamenti delle zone attigue alle fauci, inoltre la si può trasportare agevolmente da un qualunque punto A ad un punto B della casa che graviti intorno all'asse del televisore.
sono altresì favorevole alle tecniche sperimentali di frittura che prevedano l'utilizzo dei resti di pasti precedenti, purchè di comprovata commestibilità. personalmente adoro i residui di soffritto o sughi, ma qui i limiti son posti solo dalla fantasia! una padella che il giorno prima ospitò un'ottima pasta alle vongole, ad esempio, a suo tempo mi fece sentire molto orgoglioso del risultato.
da non sottovalutare anche gli indiscutibili benefici che il cucinare due o più volte con la stessa padella porta al nostro ecosistema: minore impiego di detersivi [notoriamente inquinanti], ridotto consumo di acqua calda [minor impiego di energia] e più tempo per noi da buttar via in dissolutezze [yep!].
dunque, tu prendi un uovo, rompilo evitando di impiastricciare l'impiastricciabile, vuotane il contenuto all'interno di una padella [che avrai preventivamente messo a scaldare] e getta il guscio. tienilo d'occhio, ora [l'uovo, non il guscio]: quando pensi che forse potrebbe esser pronto, probabilmente lo è.
questa è la base, ma esistono innumerevoli interpretazioni pronte ad arricchirla di gustosissime varianti, troppe per essere elencate... citarei quindi solo le tre grandi scuole di pensiero, equamente ripartite tra chi le frigge al naturale, chi con l'olio, chi nel burro. personalmente sono restio all'uso di quest'ultimo, quantomeno in linea di principio, ma la variabile costituita dal grado di appetito mi consente di impipparmene volentieri di dettagli del genere.
vorrei spezzare una forchetta in favore dell'idea, a mio modesto avviso particolarmente interessante, che suggerisce di friggere l'uovo dalle due parti. riconosco che tale pratica è moralmente discutibile e più di un cuoco sarebbe pronto a gridare all'eresia, però offre degli indiscutibili vantaggi: tanto per cominciare, la soletta così ottenuta è facilmente inseribile in un panino e consente di evitare fastidiosi impiastricciamenti delle zone attigue alle fauci, inoltre la si può trasportare agevolmente da un qualunque punto A ad un punto B della casa che graviti intorno all'asse del televisore.
sono altresì favorevole alle tecniche sperimentali di frittura che prevedano l'utilizzo dei resti di pasti precedenti, purchè di comprovata commestibilità. personalmente adoro i residui di soffritto o sughi, ma qui i limiti son posti solo dalla fantasia! una padella che il giorno prima ospitò un'ottima pasta alle vongole, ad esempio, a suo tempo mi fece sentire molto orgoglioso del risultato.
da non sottovalutare anche gli indiscutibili benefici che il cucinare due o più volte con la stessa padella porta al nostro ecosistema: minore impiego di detersivi [notoriamente inquinanti], ridotto consumo di acqua calda [minor impiego di energia] e più tempo per noi da buttar via in dissolutezze [yep!].
qui lo scrive e qui lo nega: baxx alle ore 11:23 | Permalink |
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