
Non sempre è facile distinguere il confine tra la citazione biografica e l’immaginazione, specialmente quando si parla di Edward Bunker. Il film è tratto dal suo romanzo omonimo, ed è più che lecito supporre che dalla propria memoria il buon Mr. Blue abbia attinto a piene mani, e che il vedere il bravo Edward Furlong calarsi nei panni del protagonista gli abbia provocato più di una fitta al cuore.
Film a basso costo, finalmente un regista (che sarebbe poi Steve Buscemi) si decide a rispolverare il gusto del respirare un po’ di sano sudore e lascia gli effetti speciali in cantina. Girato alla vecchia maniera, il taglio non si discosta di molto dal filone carcerario in voga negli anni ’70, salvo per le bellissime musiche dell’ex-Lounge Lizard John Lurie che danno alla pellicola un sapore piacevolmente psicotico-alienato in cui si sentono le influenze delle suggestioni contemporanee.
Sotto la guida del buon Mr. Pink (che non resiste alla tentazione ed almeno in un’occasione salta dall’altra parte della cinepresa...) Bunker si da un gran da fare tra soggetto, sceneggiatura e contributi vari. Curiosa e divertente la scelta di far impersonare un travestito al muscoloso Mickey Rourke, e bravo anche Willem Dafoe.
Unica pecca l’aver ricalcato troppo gli stereotipi tipici delle ambientazioni carcerarie, proponendoli tuttiquantinessunoescluso in una lunga carrellata di 90 minuti circa. Forse omettendone qualcuno avrebbe guadagnato tempo per approfondire altri aspetti purtroppo appena abbozzati. Buon film, comunque, senza troppe infamie e con qualche lode.
Film a basso costo, finalmente un regista (che sarebbe poi Steve Buscemi) si decide a rispolverare il gusto del respirare un po’ di sano sudore e lascia gli effetti speciali in cantina. Girato alla vecchia maniera, il taglio non si discosta di molto dal filone carcerario in voga negli anni ’70, salvo per le bellissime musiche dell’ex-Lounge Lizard John Lurie che danno alla pellicola un sapore piacevolmente psicotico-alienato in cui si sentono le influenze delle suggestioni contemporanee.
Sotto la guida del buon Mr. Pink (che non resiste alla tentazione ed almeno in un’occasione salta dall’altra parte della cinepresa...) Bunker si da un gran da fare tra soggetto, sceneggiatura e contributi vari. Curiosa e divertente la scelta di far impersonare un travestito al muscoloso Mickey Rourke, e bravo anche Willem Dafoe.
Unica pecca l’aver ricalcato troppo gli stereotipi tipici delle ambientazioni carcerarie, proponendoli tuttiquantinessunoescluso in una lunga carrellata di 90 minuti circa. Forse omettendone qualcuno avrebbe guadagnato tempo per approfondire altri aspetti purtroppo appena abbozzati. Buon film, comunque, senza troppe infamie e con qualche lode.
qui lo scrive e qui lo nega: baxx alle ore 09:26 | Permalink |
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